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Quiz

Dieci domande per capire quanto ne sai e che cosa vale la pena approfondire.

Domanda 1 di 10 Due fondi hanno lo stesso rendimento lordo. Il primo costa il 2% all’anno, il secondo lo 0,3%. Che cosa succede a chi li tiene per molti anni?
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Risposta corretta: Con il fondo meno costoso resta ogni anno più rendimento, e la differenza si accumula nel tempo.

I costi ricorrenti vengono tolti dal rendimento ogni anno, e il rendimento perso non lavora più negli anni successivi. Su orizzonti lunghi la differenza pesa. Un costo più alto, inoltre, non garantisce un risultato migliore.

Nel glossario: Commissioni, Costi nascosti

Domanda 2 di 10 Che cosa indica il TER di un fondo o di un ETF?
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Risposta corretta: I costi correnti annui di gestione, in percentuale del patrimonio del fondo.

TER sta per Total Expense Ratio, cioè rapporto di spesa totale. Misura i costi di gestione che il fondo si porta dietro ogni anno. Non comprende necessariamente tutto, per esempio i costi di negoziazione: per un quadro più completo guarda il KID.

Nel glossario: KID, ETF, Costi nascosti

Domanda 3 di 10 Che cos’è un ETF?
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Risposta corretta: Un fondo quotato in borsa che di norma replica l’andamento di un indice.

Si compra e si vende in borsa come un’azione, ma al suo interno contiene molti titoli. Replicare un indice è la sua forma più comune e, in genere, comporta costi di gestione più bassi di un fondo a gestione attiva.

Nel glossario: ETF, Indice, Fondo d’investimento

Domanda 4 di 10 A che cosa serve diversificare un portafoglio?
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Risposta corretta: A ridurre il rischio di dipendere da un solo titolo, settore o mercato.

Distribuire il denaro su strumenti diversi limita l’effetto di un singolo andamento negativo. Non elimina il rischio e non garantisce nessun risultato.

Nel glossario: Portafoglio, ETF

Domanda 5 di 10 In generale, che cosa lega il rischio al rendimento atteso?
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Risposta corretta: Un rendimento atteso più alto di solito si accompagna a più rischio, ma correre rischio non garantisce di guadagnare di più.

Chi accetta più rischio chiede di norma un compenso più alto: per questo i BOT, a breve scadenza, rendono in genere meno dei titoli a lungo termine. Ma «atteso» non vuol dire certo: il rischio è proprio la possibilità che l’esito sia diverso da quello sperato.

Nel glossario: BOT, Rating, Obbligazione

Domanda 6 di 10 Investi 1.000 euro con un rendimento ipotetico del 10% all’anno, costante e senza costi né tasse. Dopo due anni, grazie all’interesse composto, quanto hai?
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Risposta corretta: 1.210 euro

Dopo il primo anno hai 1.100 euro. Nel secondo anno il 10% si calcola su 1.100, non su 1.000: sono 110 euro, quindi 1.210. I rendimenti si sommano al capitale e producono a loro volta rendimento. Con 1.200 euro avresti fatto il conto sul solo capitale iniziale. Il 10% è un numero scelto per fare il calcolo: non è una previsione.

Domanda 7 di 10 Un consulente finanziario autonomo, quello che chiamiamo indipendente, è pagato:
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Risposta corretta: Soltanto dal cliente, con una parcella concordata.

La consulenza autonoma si regge su un solo compenso, quello pagato dal cliente: così il consulente non ha interesse a preferire un prodotto a un altro. Per legge (art. 18-bis del TUF) non può nemmeno detenere il denaro o gli strumenti finanziari dei clienti, che restano intestati a te. Un consulente di banca, invece, di norma lavora per la banca che lo retribuisce.

Nel glossario: Commissioni, Costi nascosti

Domanda 8 di 10 A che cosa serve un fondo di emergenza?
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Risposta corretta: A coprire spese impreviste, come una riparazione o un periodo senza reddito, senza dover vendere gli investimenti nel momento sbagliato.

È una riserva tenuta in una forma facile da usare e a basso rischio, separata dagli investimenti. Se serve denaro all’improvviso, non sei costretto a vendere quando i prezzi sono bassi. Quanti mesi di spese tenere da parte dipende dalla tua situazione.

Nel glossario: Portafoglio

Domanda 9 di 10 Che cos’è il TFR?
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Risposta corretta: Il trattamento di fine rapporto: una somma che matura durante il lavoro dipendente e viene liquidata alla fine del rapporto.

Ogni anno una quota della retribuzione viene accantonata come TFR. Il lavoratore dipendente può in genere lasciarlo in azienda oppure destinarlo a un fondo pensione, cioè alla previdenza complementare: è una scelta con effetti nel tempo, da valutare con attenzione.

Domanda 10 di 10 Un conto frutta l’1% in un anno in cui i prezzi salgono del 3% (numeri ipotetici). Che cosa succede al potere d’acquisto di quei soldi?
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Risposta corretta: Diminuisce: con la stessa somma, dopo un anno, compri meno.

Il conto ha reso meno dell’inflazione, quindi i soldi valgono meno in termini di beni e servizi che puoi comprare, anche se la cifra sul conto è cresciuta. È quello che si chiama rendimento reale negativo.

Nel glossario: Inflazione, Potere d’acquisto

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Andrea Andena
Via Crispi 36, Busto Arsizio (VA)