Casi reali

Signor M: un solo fondo, un costo che si compone

Un portafoglio ben costruito, ma un fondo con spese del 2,80% che negli anni si mangia il rendimento.

La situazione di partenza

Il Signor M aveva un portafoglio bancario pieno di fondi a gestione attiva e costosi. In questo caso non guardo l'intero portafoglio, ma un unico fondo, perché è quello che mostra meglio il meccanismo.

Cosa ho trovato

Un fondo azionario con spese correnti pari al 2,80% del suo valore. In più c'erano il 3% di spese di entrata e i costi di transazione. I costi di uscita, invece, non c'erano.

Ho confrontato il fondo con un ETF che segue lo stesso benchmark: quindi gli stessi titoli dentro, lo stesso rischio. Non sto mettendo a confronto asset class, aree geografiche o settori diversi.

Il fondo del Signor M e l'ETF con lo stesso benchmark
StrumentoSpese correnti
Fondo azionario a gestione attiva2,80%
ETF con lo stesso benchmark0,20%

Nessun costo veniva addebitato sul conto corrente: erano già dentro il fondo, quindi invisibili.

Il fondo non era l'unico: nel portafoglio ce n'erano altri 12.

Di che cifre stiamo parlando

Ho simulato cosa sarebbe successo in 10 anni tenendo il fondo, rispetto a un ETF sullo stesso benchmark. È l'esito della simulazione fatta per il cliente, non un dato storico verificato.

Simulazione fatta per il Signor M: fondo contro ETF, 10 anni
OrizzonteDifferenza tra fondo ed ETF
10 anni122.353 €

La differenza viene dai soli costi e dall'interesse composto: ogni anno il costo riduce il capitale su cui matura il rendimento dell'anno dopo. Puoi provare un calcolo simile con i tuoi numeri nel simulatore della home, scegliendo tu capitale, orizzonte e costi.

Cosa ho proposto

L'analisi ha mostrato un portafoglio ben costruito sul piano delle asset class. Il problema erano i costi elevati, che negli anni hanno ridotto in modo pesante i rendimenti.

Ho proposto di mantenere più o meno la stessa asset allocation, con un leggero ribilanciamento, sostituendo i fondi con strumenti a replica passiva come gli ETF, per tagliare i costi nascosti.

Il risultato

Il portafoglio è stato ricostruito presso un altro intermediario, con gli ETF al posto dei fondi e un netto taglio dei costi nascosti.

Nell'analisi sono emerse anche delle minusvalenze pregresse, di 3 anni prima. Sono state compensate con la vendita di alcuni certificati che il cliente aveva in portafoglio.

Cosa insegna

  • Un portafoglio può essere ben costruito e rendere poco. Asset class giuste non bastano se i costi si mangiano il rendimento.
  • Anche pochi punti di costo contano, perché si ripetono ogni anno. Vale per il fondo dentro un portafoglio e per il portafoglio nel suo insieme.
  • Il confronto utile è con uno strumento equivalente. Stesso benchmark, stessi titoli: cambia solo il costo.
  • Un'analisi cerca anche altro. Qui ha fatto emergere anche delle minusvalenze pregresse.

Per sapere come lavoro su un portafoglio guarda l'analisi di portafoglio; le tariffe sono nella pagina Costi. Leggi anche il caso della Signora Z, con 17 fondi.

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Andrea Andena
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